Perdita dell’udito e declino cognitivo: un approfondimento tecnico
Il Rapporto di riferimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sull’udito sottolinea che l’audiogramma, tradizionalmente impiegato per valutare le capacità uditive, non è sufficiente come unico indicatore delle reali difficoltà uditive di una persona. (*)
Sebbene molte persone con un audiogramma nella norma (PTA < 25 dB HL) siano considerate “uditive normali,” spesso queste presentano problemi significativi nella comprensione del parlato in contesti rumorosi e possono trarre benefici dall’uso di auricolari e apparecchi acustici.
Storicamente, si è ritenuto che solo coloro con una perdita uditiva misurabile necessitassero di supporti acustici. Tuttavia, esperienze cliniche indicano che oltre il 20% degli utenti in cerca di aiuto mostra un’audiogramma con risultati normali, ma riferisce difficoltà uditive reali, come isolamento sociale e affaticamento cognitivo. Le evidenze suggeriscono che affidarsi esclusivamente all’audiogramma porta a ignorare il fabbisogno di aiuto di questa popolazione “sottoservita,” incrementando così il rischio di declino cognitivo, soprattutto con l’avanzare dell’età.

L’impatto dell’udito sulla qualità della vita
Per valutare pienamente l’impatto dell’udito sulla qualità di vita, occorre considerare non solo le misure diagnostiche ma anche fattori come l’ambiente sociale, l’importanza della comunicazione e il livello di stimolazione cognitiva. In questo senso, strumenti di autovalutazione (ad es. il “Hearing Handicap Inventory for the Elderly”) permettono di identificare le esigenze specifiche, indipendentemente dai risultati audiometrici.
Oggi, gli studi sui dispositivi indossabili e sugli apparecchi acustici dimostrano che anche chi presenta una minima perdita può trarre vantaggio da soluzioni uditive che migliorano la qualità delle interazioni sociali e riducono lo sforzo di ascolto. Il National Acoustic Laboratories (NAL), fondato dal Dipartimento della Salute del Governo Australiano, ha infatti osservato un miglioramento nella qualità di vita per coloro che utilizzano tali tecnologie, indipendentemente dall’audiogramma.
È quindi fondamentale adottare un approccio personalizzato, che offra soluzioni uditive a chiunque percepisca difficoltà, anche se l’audiogramma risulta nella norma o quasi.
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(*) Fonte: B. Edwards, Providing Hearing Solutions to People with Hearing Difficulties but Minimal Hearing Loss. Hearing Review. 2023;30(2):22-23






